Giappone, Svezia... che ne dite di tornare in Italia? Verona per la precisione, con la mia versione della pasta e fasòi.Dopo aver cambiato la mia alimentazione credo di non averla più fatta per un bel tot di mesi, nella convinzione che senza le croste di grana (che poi, è diffusa 'sta cosa? Qui da noi non si buttano mai le bucce, siamo matti??? Una spazzolatina e finiscono su una piastra rovente o nella pasta e fasoi... una delizia, credetemi!) il gioco non valesse la candela. Ricordo ancora le lotte furiose con il fratellino per accaparrarsi quelle due o tre che stavano nel pentolone... che a noi il minestrone -ovvero tutto ciò che era vagamente brodoso/cremoso/verduroso-, mica piaceva poi così tanto. Ma le croste si, eccome!
Poi, come al solito, ci si è riprovato. E per quanto le groste fossero buone, anche senza ne ho goduto immensamente :)
Torniamo alla ricetta.
Le dosi sono puramente indicative, tanto per darvi un'idea... di solito faccio completamente a occhio. E non ne preparo mai in dosi così ridotte: il giorno dopo è più buona e tra l'altro si surgela benissimo (prima di aggiungere la pasta, ovviamente!).
I fagioli di Lamon sono una varietà di borlotti semplicemente perfetta per questo piatto. Qui si trovano in molti supermercati, ma se non li riuscite a reperire dei comuni borlotti andranno benissimo.
Come pasta uso delle lasagnette spezzettate, come fa mamma in trattoria (ma le mie sono di grano duro), e non i più diffusi ditaloni: anche quest'ultimi sono un trauma infantile... per il mio io-bambino ditaloni = roba scotta in una sbobba verdomarroncina fumante e orribile. Da grande ho iniziato ad apprezzare mooolto cremezuppe&co, ma i ditaloni non mi avranno MAI.
Versare un paio di cucchiai d'olio sul fondo di una pentola di coccio, aggiungere uno spicchio d'aglio, qualche foglia di rosmarino e di salvia tritati e scaldare. |

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