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Cheicaicachi, ovvero la torta veganiana di Marta

Cake ai cachi




Ripetete con me: cheicaicachi cheicaicachi cheicaicachi... non suona bene? :D

Come molti mi ritrovo sommersa di cachi: si sa, basta una pianta per sommergere almeno dieci famiglie di cassette di frutti che immancabilmente matureranno tutti assieme.
La maledizione dei cachi si ripete ogni anno, maledizione perché se da un lato adoro questi frutti tremendamente dolci e voluttuosi diventa difficile far fuori le consuete due o tre casse che arrivano dalla suocera.
Il Darkoniglio aborrrrrre e non ho ancora provato a servirlo alle belve di casa -pare invece che uno vada matto per l'hummus, mentre la micia più anziana va letteralmente via di testa per fagiolini lessi, salsa di pomodoro e piselli... insomma, diciamo che non escluderei a priori una possibile cacofilia gattara-.

Comunque.

A parte l'utilissima funzione di far fuori en passant un paio di cachi, questo dolcino qui ha un valore tutto speciale.
Forse chi non è vegan, celiaco o allergico a qualcosa non può capire completamente ma ecco, immaginate di dover invitare a cena uno degli appartenenti a queste categorie.
Sentite una certa sensazione di panico?
Un brividino che vi corre lungo la schiena?
Ecco, ci capiamo.

Evidentemente non per tutti è così visto che ad una delle nostre scampagnate sia Marta che Brii si sono presentate con due dolcini due per me e Cristina, assolutamente e completamente vegan, per poter condividere la nostra merenda a tutto tondo.
Ed erano pure buoni, mica c'han rifilato ciofeche :P

Ritrovarsi per una volta a poter mangiare tutti assieme lo stesso cibo, senza essere relegati ad avere in tavola -o nel cesto da picnic, in questo caso- i piatti per noi mentre il resto dei commensali mangia altro vi assicuro che non ha prezzo. Pensateci la prossima volta che invitate qualcuno a cena. Nulla è dovuto e nessuno lo pretende, ma quando invitate qualcuno alla vostra tavola -in fondo nessuno vi ha obbligato a farlo no?- questa è un'ottimo modo per farlo sentire ancor più a proprio agio ;)

Comunque questa è -più o meno- la ricetta di Marta. Per quella di Brii potete dare un'occhiata qui :)



Cake ai cachi

Ingredienti per uno stampo da 25x10cm:
  • 200 gr di farina 00
  • 60 gr di maizena
  • 8 gr di lievito
  • 100 gr di zucchero
  • 1/2 tsp di cannella
  • un pizzico di sale
  • 200 gr di polpa di cachi ben maturi
  • 120 gr di latte di mandorla non dolcificato o acqua
  • 1/4 tsp di estratto di vaniglia
  • 70 gr di olio di riso
  • mandorle a scaglie
  • zucchero a velo

Portare il forno a 180º.

In un'ampia ciotola setacciare farina, maizena e lievito.
Unire zucchero, cannella e una presa di sale.

Frullare la polpa di cachi assieme a latte di mandorla ed estratto di vaniglia. Versare pian piano nella ciotola delle farine mescolando con un cucchiaio.
Aggiungere infine l'olio.

Il composto va lavorato il giusto, né troppo poco (risulterebbe un impasto molto friabile ed umido, con alveoli irregolari) né troppo a lungo (al contrario, verrebbe un cake piuttosto gommoso).

Versare l'impasto in uno stampo unto e infarinato o rivestito di carta forno.

Spargere sulla superficie una manciata di mandorle in scaglie e spolverare di zucchero a velo.

Cuocere per 40-50 minuti, testando la cottura con uno stecchino.
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19 commenti:

  1. meravigliaaaaa, ecco perchè il mio era più umido, mi riscrivo la ricetta così ben aggiornata, brava!!!

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  2. FA VO LO SOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!

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  3. Favoloso davvero...da fare!!!!!

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  4. Mi piace il cheicaicachi, mi piace la foto con quella teiera sul fondo e mi piace poter utilizzare i cachi in un cake, spesso me ne regalano e non mi piacciono

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  5. sembra proprio uno scioglilingua come i dannati 33 trentini che se ne vanno a zonzo a trento saltellando!

    scemenze deliranti a parte, bella ricetta e buona idea di riciclo! segnata.

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  6. lì per lì pensavo fosse giapponese (cheicaicachi, pensaci, suonerebbe bene in giapponese).. eheheh!
    sono completamente d'accordo con quello che hai scritto! visto che spesso invitare qualcuno a cena è un modo per esternare un pensiero di affetto, beh, perché non farlo fino in fondo condividendo tutto il pasto e non solo il tavolo?
    bella ricetta, golosa proprio!

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  7. ma che meraviglia questa torta... scopriamo il tuo blog.. andiamo a farci un giro tra le tue ricettine! C&G

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  8. Splendido!!!! adoro i caki poi! lo segno!

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  9. Il mio gatto ET fa follie per i ceci e la mia gatta Tao per i pinoli. Dan soddisfazioni gli animali :-) Questo cheicaicachi è bellissimo, se lo merita tutto un nome così!

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  10. grazie!!!! ho giusto una cassetta di cahi sul terrazzo che aspetta di essere consumata! buono e diverso il tuo cake :-) ciao Ely

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  11. MITICHEEEEEEEEE!
    CHEICAICHIAMO TUTTE INSIEME.
    Ossignur, suona malino vero?
    Insomma, magnamose sta fetta di CHEICAICACHI!
    Posso assicurare che è buonerrima!

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  12. @Marta, prova dai che così mi dici cosa ne pensi :)

    @Saretta, Francesca, C&G, Terry, grassie :)

    @Lydia, quello che mi piace di più, a dire la verità, è aver trovato quella teierina ad un mercatino dell'usato a ben 2,40 euri... insomma non vedevo l'ora di poterla infilare in qualche foto!

    @Gaia, che scemenze? È la prima cosa a cui ho pensato, anzi conosco una filastrocca scioglilingua in veronese che si adatta alla perfezione, ma mi sono annodata la lingua nel tentativo di adattarla all'uopo!

    @Juls, peccato che in realtà in pochi lo facciano. E si che finché tu puoi mangiare quello che mangio io non vedo perché non farlo... sono pure pentole in meno da lavare, dev'essere una questione psicologica.

    @Sgrìsole, certo che son folli questi mici... con i pinoli non ho mai provato, mentre con i ceci é inutile: li mangiano, ma preferiscono rispettivamente hummus e piselli (rigorosamente in scatola però, a me fanno schifo ed ogni tanto li piglio solo per far contenta la miciona ;)

    @Criiii, no dai, cheicachiamo insieme l'è proprio bruta come imagine!

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  13. Cakeaicachi... mi impapero solo a dirla, pensa a farla!!!

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  14. "Cheicaicachi" a me fa ridere! Ti lascio immaginare come lo direi io che mi mangio la "c" da toscana pura. Pero' mi piace l'idea di poter utilizzare i cachi per una bella torta... mi piace eccome!
    p.s. a proposito, la mia mamma ti ringrazia per la dritta su g2k dello sformatino col pane carasau... testuali parole di mammina..."daii bello ... ecco come lo uso il pane carasau d'inverno!!" t'ha rubato la ricetta sedutastante!

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  15. la foto è meravigliosa ma io non so perchè odio i cachi... però il nome è bello CHEICAICACHI :)

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  16. @Kia, ne sono felicissima! ^_^

    @Lla, ti assicuro che i cachi non si sentono... anche il mio ragazzo li odia, eppure ha fatto il bis ;)

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  17. foto una piu bella dell'altra.... =)


    ps. ti ho appena inserita tra i link dei miei blog preferiti nella mia pagina, spero farai lo stesso =)))
    www.mozzaincarrozza.com

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  18. Una cosa sui cachi, se fosse utile a qualcuno che magari non lo sa: si possono raccogliere anche ben lontani dalla maturazione (quando sono durissimi e cominciano appena ad essere non più verdi) e si mettono in un solo strato in una cassetta di quelle per la frutta. Lasciati a temperatura ambiente, maturano lo stesso, forse anche un pochino più in fretta che sull'albero. Può essere un modo per scaglionare la raccolta e non trovarsi improvvisamente con quantità di cachi da dover consumare a gran velocità ;-) Dile (su gennarino)

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  19. Ciao Dile!
    Mia suocera fa proprio così... ma non riesco a capire per quale motivo moltissimi diventano fiappi o fanno la muffa ben prima di arrivare a maturazione, sigh! :(

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