Eh, lo so, se aspetto un altro po' addio arance! Siamo già al limite, ma tengo troppo a questo dolce per rimandare la pubblicazione all'anno prossimo. A voi potrà sembrare un dolcetto da niente, lo so. Buono eh, ma niet fave tonkawonka, niet pepe del kilimanjaro né cotture a testa in giu...
Per me invece ha un significato tutto suo. Dovete sapere che non ho solamente una mamma, ma una e mezza (direi due, ma probabilmente la prima si offenderebbe troppo :P). No no, non sono mica stata adottata, per carità va! Semplicemente, sono stata accolta nella famiglia del mio ex (azz che brutto. No, non lui... "ex" è brutto, ma almeno così si capisce) che ero praticamente una bambina per uscirne qualche anno dopo zavorrata di questa mezza mamma in più, di un altro fratellone con cognata (bisbetica : p) al seguito e di un grande amico.
Eccheccentra??? C'entra c'entra. Lei lo sa.
Aliiiiceeee... ho comprà le naranseeee!
Questo all'inizio. Poi si limitava a farmi trovare un bel centrotavola pieno di frutta ridacchiando sotto i baffi, sapendo che le avrei preparato il suo dolce preferito. Indovinate qual'era?
No, non questo. Non esattamente questo. Niente più torta d'arance da quando ho smesso con uova e latticini... ma mi sa proprio che dopo qualche tentativo perfettibile stavolta c'ho azzeccato ; )
Malissiaaaa meti su el cafè che rivoooo!!!
Procedimento: Portare il forno a 160° e rivestire uno stampo a cerniera da 22 cm con della carta forno; non è sufficiente ungere ed infarinare la teglia, in quanto l'aggiunta dello sciroppo rende appiccicoso il dolce che diventa quasi impossibile da estrarre dallo stampo. |
Questa ricetta partecipa alla raccolta “Dolci senza… latte”, del blog Buoni e Veloci in collaborazione con Cibo Amico, un’associazione di genitori di bambini allergici seguiti presso il Reparto di Allergologia dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze.
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