Settimana dura, questa… tra il lavoro, il caldo-poi freddo-poi caldo di questi giorni, l’alimentazione forzata a falafel e pizza (con qualche Negroni qui e là per tirarsi un po’ su, eheh! ), le mancate feste di compleanno (e soprattutto i mancati dolci!) e i lievitati che si ribellano, ne sono uscita distrutta!
Quindi vi propongo una semplice cremina sciuè sciuè, di quelle fatte al volo, buttando due cosine in pentola mentre si corre a far la doccia… poi una frullatina e via, in tavola! Non che sia tutta farina del mio sacco, eh!
Ho acquistato La Cucina del Corriere della Sera incuriosita per l’averne sentito parlare dai Calycanti; rivista carina, peraltro: ricette semplici (di cui –stranamente- alcune vegan) ma con spunti interessanti, bella carta, belle fotografie. Non mi ha convinto proprio del tutto (tipo i già citati –da altri- pisellini… mi presenti la rivista parlando di farmer market, di prodotti che seguono le stagioni e poi mi propini i pisellini a ottobre??? mumble mumble…), ma ammetto che la carta –sissì, proprio la carta su cui è stampata- mi ha conquistata. Sono frivola, chevvedevodì!
Sfogliandolo rapidamente avevo notato questa cremina qui, che in pieno periodo zucco-zupposo faceva proprio al caso mio. Peccato che io abbia l’abitudine di scarrozzarmi in giro i libri e le riviste abbandonandoli qui e là come capita… insomma, ricordavo solo il trittico zucca-mela-finocchio.
Mela che si è trasformata in mela verde (blando tentativo di smorzare il dolce della zucca che al Darkoniglio proprio ‘un glie piace), accompagnata da un soffrittino di porri che con la zucca vanno sempre a nozze. Dosi a naso, stranamente azzeccate. Certo, quello là ha storto il naso lo stesso, mentre io sono rimasta conquistata dal sapore dolce-acidulo che ne è uscito.
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